“Psicomotricità a Scuola”

Attività motoria di base per gli alunni della Scuola Primaria


La direttiva 133/96 ed il DPR 567/96 stabiliscono che la scuola può stipulare delle convenzioni per attivare delle iniziative non gestite dalla scuola stessa o predisposte in collaborazione con il Corpo Docente, secondo la C.M.n°466.


 

 Cap 1: Il Minivolley: la pallavolo dei piccoli

Quando si parla di Minivolley si pensa generalmente alla pallavolo dei bambini, noi crediamo che questo sia un concetto un po' riduttivo e semplicistico, per questo la Gabeca Pallavolo preferisce utilizzare l'espressione "io gioco e cresco con la pallavolo"; soprattutto per richiamare l'attenzione sui termini gioco e crescere che devono rappresentare il filo conduttore di tutta l'attività dei più piccoli nel senso che ogni esercitazione motoria deve essere proposta in forma ludica.

Gli obiettivi primari sono quelli di rispondere ai bisogni dei bambini attraverso un'educazione sportiva appropriata e un corretto sviluppo della motricità di base, tale da favorire una generale predisposizione alla pratica sportiva ed un corretto avviamento al confronto con se stessi e gli altri.

Il gioco viene adattato alle capacità ed alle aspettative dei bambini , mirando ad uno sviluppo globale delle capacità coordinative e, soprattutto, privilegiando il metodo rispetto al contenuto.

Il Minivolley è un gioco semplice per bambini che non hanno ancora strutturato i prerequisiti per l'apprendimento motorio delle tecniche sportive (abilità motorie): ecco perché si devono rispettare determinate tappe di apprendimento proponendo esercitazioni-gioco progressivamente adattate alle caratteristiche dei bambini con cui ci si relaziona.

Giocare a Minivolley significa coordinare un'insieme di movimenti e funzioni come spostarsi, saltare, respingere, colpire … azioni che il più delle volte esigono interventi simultanei che, per la ricerca di soluzioni e l'esecuzione pratica, sollecitano e mettono alla prova le capacità psicofisiche dei ragazzi.

Le caratteristiche motivazionali dei giochi con la palla consentono un affinamento ed un ulteriore sviluppo degli schemi motorie e delle capacità acquisite.

Il metodo dei giochi può essere rappresentato graficamente dallo schema riportato qui di seguito, che può risultare una valida guida per tutte le esercitazioni con la palla in ambito giovanile.

I giochi possono essere modificati ed adattati a seconda dell'organizzazione dello spazio, della variazione del punteggio e dei regolamenti in relazione all'obiettivo che si desidera raggiungere.

Allenare giocando è la metodologia di allenamento che viene rigorosamente seguita. Nel campo dell'insegnamento per metodologia o (metodo o metodica) si intende l'insieme di procedure organizzative che vengono utilizzate dall'insegnante/allenatore/educatore per il raggiungimento dell'obiettivo didattico definito.

tab1 scuoleL'abilità dell'allenatore/educatore è da ricercare proprio nella scelta di metodi efficaci per la trasmissione di contenuti importanti per raggiungere gli obiettivo stabiliti, queste metodologie, utili per facilitare l'apprendimento, seguono alcuni principi più o meno standardizzati:

  • legge della progressione:
    - dal semplice al complesso,
    - dal facile al difficile,
    - dal noto all'ignoto;
  • metodo globale e analitico:
    la giusta alternanza dei due metodi, solo su un fondamentale e gioco di squadra applicato alle varie situazioni di gara, rappresenta una buona soluzione al fine di facilitare l'apprendimento ed allenare allo stesso tempo situazioni vicine al gioco
  • il gioco come colonna portante:
    qualunque sia il metodo di insegnamento adottato è importante che l'allenatore, nel programmare l'allenamento, faccia sempre riferimento al modello di gioco che intende realizzare.

Alcuni consigli metodologici che ciascun allenatore dovrebbe conoscere nel relazionarsi con giovani "atleti":

  • teoria della positività: porre l'accento sulle cose fatte bene e correggere sempre in positivo;
  • poche cose ma chiare: semplificare sempre i problemi identificando 3 o 4 concetti che vengono sempre richiamati utilizzando sempre gli stessi termini;
  • spiegare sempre che cosa è un errore grave e cosa non lo è;
  • utilizzare poche varianti di esercizi ma applicate in diverse situazioni di gioco.

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Cap 2: Traccia didattica per gli insegnanti

2.1  PRIMO CICLO

METE FORMATIVE

L'educazione motoria, come riportano i programmi annuali, è inserita in quel processo educativo di costruzione della personalità di ciascun individua al pari e in connessione con le altre discipline; le mete di questo processo sono costituite dallo sviluppo della coscienza e affermazione dell'identità personale e della propria disponibilità sociale.

L'educazione motoria in questo contesto trova la sua ragion d'esistere, perché tramite il movimento si promuove l'esplorazione e la conoscenza di se stessi, degli altri e dell'ambiente circostante.

Specie dunque tra i cinque e i sette anni, "attraverso le esperienze di esplorazione e scoperta, compiute toccando, esaminando, indicando, usando le varie parti del corpo, giocando e manipolando gli oggetti", si favorisce, come leggiamo testualmente dai programmi, la graduale costruzione dello schema corporeo, inteso come rappresentazione dell'immagine del corpo nei suoi diversi aspetti; globale e segmentario, statico e dinamico. "In tale rappresentazione si integrano gli aspetti relazionali, emotivi, affettivi e di motivazione per una completa consapevolezza corporea". La scoperta del proprio corpo, inoltre, porta conseguentemente alla consapevolezza che il corpo è veicolo di espressione e di comunicazione, al pari della parola e delle immagini.

Parallelamente, tramite l'attività ludica, si concorre alla realizzazione del rapporto tra l'individuo e l'altro, cioè al processo di socializzazione che in quest'età è agli albori; il gioco, con le sue poche e semplici regole, con la sua forte carica motivazionale porta proprio alla scoperta degli altri, alla cooperazione e al rispetto del prossimo.

INDICATORI E OBIETTIVI

1.Padroneggiare abilità motorie di base in situazioni diverse

  • sviluppare le strutture corporee e le funzioni biologiche generali;
  • sviluppare e affinare le funzioni senso-percettive;
  • stimolare la percezione, la coscienza, la conoscenza del proprio corpo, nel suo complesso e nei suoi distinti segmenti;
  • acquisire la padronanza degli schemi posturali e quelli motori di base;
  • apprendere a organizzare le posizioni e i movimenti del proprio corpo rispetto alo spazio, in relazione agli oggetti e agli altri;
  • sviluppare le capacità coordinative e condizionali,(forza, mobilità, resistenza, rapidità e mobilità articolare);
  • promuovere la capacità di organizzazione spazio-temporale;
  • sviluppare e consolidare l'equilibrio, sia statico che dinamico;
  • sviluppare la funzione di dominanza e lateralizzazione;
  • promuovere la capacità di ritmizzazione, favorendo il rapporto tra movimento e musica;
  • acquisire abilità relative alla comunicazione gestuale e mimica;
  • affinare le capacità di drammatizzazione;
  • padroneggiare le abilità motorie acquisite e giungere a comporle all'interno di proposte motorie   più complesse.

2. Partecipare alle attività di gioco e di sport rispettandone le regole

  • promuovere la partecipazione di tutti i bambini di gioco;
  • utilizzare le abilità motorie apprese nelle varie situazioni di gioco via via proposte;
  • acquisire e sviluppare le abilità individuali (coraggio, fiducia in se stessi, lealtà, disciplina, impegno, …);
  • sviluppare comportamenti relazionali positivi (senso di responsabilità, rispetto dell'altro, collaborazione, solidarietà, ...);
  • stimolare la creatività dei bambini ideando nuove situazioni di gioco;
  • trasmettere l'importanza delle regole e del loro rispetto, in vista di una migliore organizzazione e riuscita delle attività ludiche.
CONTENUTI
  • Percezione e scoperta del proprio corpo e delle sue parti.
  • Strutturazione dello schema corporeo.
  • Schemi posturali (flettere, distendere, ruotare, inclinare, …).
  • Schemi motori dinamici (camminare, correre, saltare, arrampicarsi, rotolare, strisciare, lanciare, calciare, afferrare, …).
  • L'organizzazione spazio-temporale.
  • Coordinazione dinamica generale, oculo-manuale, segmentaria e destrezza.
  • Lateralità e dominanza.
  • Equilibrio statico e dinamico.
  • Capacità condizionali (forza, mobilità, resistenza, mobilità articolare).
  • Comunicazione gestuale, mimica.
  • Drammatizzazione ed esecuzione motoria su base musicale.
  • Ritmo e danza.
  • Attività polivalenti (percorsi, circuiti, staffette, …) con oggetti vari e attività individuale e a coppie.
  • L'attività ludica: giochi tradizionali, di libera ideazione, il gioco di regole.
LA PROGRESSIONE DEGLI OBIETTIVI E DELLE COMPETENZE

obiettivi / competenze

esempi di contenuti

Organizzare le capacità percettive in relazione allo spazio, al tempo e al corpo:

  • gioca in situazioni proposte;
  • compie percorsi e circuiti.
  • giochi di costruzione, esplorazione, invenzione;
  • giochi tradizionali della propria ed altrui cultura;
  • percorsi e circuiti con varianti.

Sviluppare le capacità percettive relative allo spazio, al tempo e al corpo: per comprendere e migliorare il movimento.

  • discrimina le diverse percezioni sensoriali: visive, uditive, tattili e cinestetiche;
  • valuta elementi dello spazio e del tempo;
  • percepisce gli elementi del proprio corpo.

Nella globalità dei giochi proposti per la coordinazione, inserire brevi momenti di sollecitazione percettiva:

  • giochi di organizzazione spazio-temporale (distanze, orientamento da sé, contemporaneità, successione, durate, …);
  • giochi per il respiro, le posizioni, la tensione muscolare, gli equilibri, …

Acquisire capacità espressive nel movimento

  • esprimere con il gesto;
  • crea soluzioni personali;
  • riconosce i messaggi gestuali degli altri.
  •  giochi espressivi-comunicativi (imitazioni, sensazioni, …) a partire da stimoli diversi (sonoro, visivo, gestuale, linguistico)
INDICAZIONI METODOLOGICHE

Affinché le nostre attività siano veramente educative e formative e si inseriscano quindi efficacemente in quel vasto sviluppo della personalità è necessario tenere in considerazione alcune indicazioni di carattere metodologico.

Considerando la fascia di età dei nostri allievi (prima e seconda) riteniamo fondamentali due aspetti:

- la graduale costruzione dello schema corporeo inteso come rappresentazione dell'immagine del corpo nel suo complesso e nei suoi distinti segmenti;
- la dimensione relazionale e affettivo-morale dei bambini.

Molte delle nostre proposte si articoleranno in una serie di esperienze di scoperta ed esplorazione del proprio corpo e di manipolazione degli oggetti. Nel pieno rispetto delle caratteristiche psicofisiche degli allievi, andremo quindi a proporre attività il più possibile varie e differenziate, utilizzando tutte le posizioni del corpo , da in piedi, seduto, in rotolamento, in salto, ecc., sfruttando tutto ciò che abbaiamo a disposizione, sia come spazi che come oggetti, soddisfacendo il naturale bisogno di muoversi del bambino ed arricchire il più possibile il loro bagaglio motorio.

L'atmosfera delle lezioni deve essere sempre stimolante e coinvolgente, ricca di entusiasmo ed evitando le ripetizioni noiose degli esercizi e la richiesta esasperata di gesti precisi.

Allo stesso modo si dovrà cercare di disciplinare e organizzare il momento di gioco, affinché si cominci a comprendere il significato di ruolo, di regole e di rapporto di collaborazione con i compagni.

E' importante che tutti i bambini si sentano ugualmente coinvolti, senza che ci siano prevaricazioni a discapito dei più timidi, dando libero spazio allo scambio e alla relazione interpersonale.

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2.2  SECONDO CICLO

CORPOREITA' E MOVIMENTO

I programmi, anche per il secondo ciclo, pongono l'educazione motoria tra le componenti essenziali dell'unità educativa della persona, accanto ed in stretta relazione con le altre discipline.

Il contributo che l'educazione motoria offre alla realizzazione della personalità si manifesta a diversi livelli: da quello puramente morfologica-funzionale dello sviluppo del corpo nel suo complesso, alla presa di coscienza che il corpo è un linguaggio al pari di quello verbale, musicale e visuale, attraverso cui si manifesta la dimensione affettiva ed emotiva e si entra in rapporto con gli altri. A ciò va aggiunto che è uno strumento di conoscenza e di apprendimento, come la scrittura, la lettura e le abilità logico-matematiche.

L'educazione motoria investe un ruolo particolarmente importante, specie nel secondo ciclo, per il corretto sviluppo relazionale e sociale e per la crescita psicologica. Da una parte, infatti, il bisogno di stare e di giocare insieme ad altri bambini si trasforma, proprio in questo periodo, in rapporto collaborativo, basato sul rispetto reciproco e sulla lealtà; raggiungendo una motricità sempre più ricca sia sul piano dell'espressione che dell'efficacia.. vengono accresciuti la fiducia in se stessi, l'autostima, nonché l'autocontrollo e la disciplina.

Dopo aver sottolineato l'importanza della corporeità e del movimento, e riconosciuto all'educazione motoria la possibilità di agire sulle diverse dimensioni della personalità, in questo ciclo verrà data ampio spazio al consolidamento e all'affinamento degli schemi motori di base ( sia statici che dinamici). Se da una parte è importante ampliare il più possibile il repertorio di questi schemi, per rendere armonioso la motricità, dall'altra, assume notevole importanza lo sviluppo di comportamenti relazionali positivi, attraverso varie e numerose attività, da quelle ludiche alla pratica sportiva.

INDICATORI E OBIETTIVI

1.Padroneggiare abilità motorie di base in situazioni diverse

  • migliorare la coscienza del proprio corpo, nel suo complesso e nei suoi distinti segmenti;
  • consolidare e migliorare gli schemi motori di base, sia statici che dinamici;
  • affermare la lateralità e rafforzare la dominanza;
  • affinare la coordinazione oculo-manuale e quella dinamica generale;
  • migliorare l'organizzazione spazio-temporale;
  • sviluppare le capacità condizionali: forza, rapidità, resistenze e mobilità articolare;
  • sviluppare e consolidare il controllo dell'equilibrio, sia statico che dinamico;
  • esplorare le possibilità del linguaggio corporeo e gestuale;
  • valorizzare il rapporto tra movimento e musica, e acquisire abilità relative alla drammatizzazione;
  • migliorare la destrezza assieme alla capacità di anticipazione e scelta;
  • sviluppare la capacità di iniziativa e di soluzione di problemi motori.

 

2.    Partecipare alle attività di gioco e di sport rispettando le regole

  • utilizzare le abilità motorie generali e specifiche in relazione all'attività da svolgere;
  • conoscere e rispettare le regole;
  • sviluppare qualità individuali: impegno, disciplina, fiducia in se stessi, autocontrollo, …;
  • introdurre e consolidare comportamenti sociali positivi: collaborazione, rispetto dei diritti altrui, senso di responsabilità, …;
  • acquisire una coscienza e una mentalità corretta nei confronti dell'agonismo;
  • conoscere i vari tipi di sport e il loro significato sociale e culturale;
  • creare giochi con regole.
CONTENUTI
  • Percezione del proprio corpo e strutturazione dello schema corporeo.
  • Schemi posturali (flettere, piegare, ruotare, slanciare, …).
  • Schemi motori dinamici ( camminare, correre, saltare, arrampicarsi, rotolare, afferrare, calciare, lanciare, …),
  • coordinazione dinamica generale, oculo-manuale e segmentaria.
  • Lateralizzazione dominanza.
  • Organizzazione spazio-temporale.
  • Equilibrio statico e dinamico.
  • Ritmo, esecuzione motoria su base musicale.
  • Capacità condizionali (forza, rapidità, resistenza, mobilità articolare, …) e destrezza.
  • Comunicazione mimica-gestuale e drammatizzazione.
  • Attività polivalenti (circuiti, percorsi staffette, …).
  • Giochi tradizionali, giochi liberi, giochi con regole.
  • Giochi presportivi e attività sportive.
  • Le regole ed i significati sociali e culturali dello sport.
LA PROGRESSIONE DEGLI OBIETTIVI E DELLE COMPETENZE

obiettivi / competenze

esempi di contenuti

Coordinare i movimenti in azioni complesse

  • gioca in giochi di regole e presportivi;
  • compie movimenti complessi in forme diverse (percorsi e circuiti);
  • pratica la discipline proposte anche in ambiente naturale.
  • giochi di ogni tipo (della tradizione propria ed altrui, di regole, presportivi, …);
  • percorsi, andature, circuiti (con varianti);
  • primo approccio a discipline (sportive e non) praticabili a scuola anche in ambiente naturale.

Sviluppare le capacità percettive relative allo spazio, al tempo e al corpo: per comprendere e migliorare il movimento

  • valuta elementi dello spazio;
  • discrimina elementi del tempo;
  • focalizza l'attenzione percettiva sul corpo;
  • rappresenta gli elementi dello spazio, del tempo, del corpo (verbalmente, graficamente e mentalmente).

A partire da giochi proposti focalizzare l'attenzione percettiva su:

  • spazio e tempo (traiettorie, distanze, orientamento, contemporaneità, successione, durata, ritmo, …);
  • corpo (respiro, posizioni, segmenti, tensione-rilassamento muscolare).

Acquisire capacità espressivo-comunicative

  • esprimere con i gesti sensazioni ed emozioni;
  • invia messaggi comprensivi in forma gestuale;
  • riconosce i messaggi gestuali degli altri.
  • giochi espressivi su stimolo verbale, iconico, sonoro-musicale, gestuale;
  • giochi di comunicazione in funzione del massaggio.

 

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Per raggiungere gli obiettivi precedentemente delineati, che, come si è visto, rientrano nel quadro più ampio dello sviluppo della personalità, dovremo tenere presente alcuni aspetti importanti, che rispondono ai bisogni dei nostri giovani allievi: l'attività motoria in questa fascia di età è infatti una necessità biologica volta ad esercitare e sviluppare le funzioni sia organiche che psicologiche e deve essere quindi, necessariamente, un'attività gioiosa, gratificante e coinvolgente, in una parola ludica.

Di conseguenza le attività che si dovranno proporre si succederanno in maniera graduale, sia come intensità sia come difficoltà, avranno il carattere della polivalenza e della varietà, evitando in tal modo una diminuzione della spinta motivazionale, una limitata base motoria o addirittura una specializzazione precoce.

Si utilizzeranno quindi, da una parte, numerosi esercizi singoli e mirati, che varieremo per ritmo, velocità, tipo di attrezzi, di esecuzione (individuale, a coppie, a gruppi, ecc.); dall'altra parte, percorsi, circuiti e staffette.

A questo aspetto ludico aggiungeremo poi il gioco in senso stretto che, in questa fascia di età, ha una stretta correlazione con lo sviluppo della personalità e del comportamento sociale. N questo ciclo i giochi saranno perlopiù giochi di squadra, in cui ciascun bambino comincia ad avere un particolare ruolo e può cominciare ad adatte certe abilità motorie (che nel frattempo avremo strutturato) in rapporto allo specifico ruolo che è chiamato a svolgere, consentendogli così di sentirsi gratificato e di realizzare in maniera significativa le capacità del suo corredo attitudinale.

Parallelamente agli interventi per lo sviluppo delle qualità individuali e sociali, daremo largo spazio al significato e alla spiegazione delle regole del gioco, in maniera quanto più semplice e chiara, come pure al significato dell'agonismo, inteso come sana e corretta competizione.

Infine, verrà valorizzato sia il momento creativo, rendendo liberi gli alunni di manifestare il loro spirito di iniziativa e la loro espressività corporea e motoria, sia il momento critico, stabilendo un dialogo tra noi egli allievi, (utilizzando i vari momenti di recupero e di defaticamento durante la lezione) commentando e rielaborando ciò che è stato realizzato, con approfondimenti e nessi interdisciplinari con le altre materie.

PROFILO D'USCITA

Al termine dell'intero ciclo della scuola di base l'alunno deve dimostrare di aver acquisito competenze:

  • percettivo-coordinative e cognitive
    coordina, focalizza, discrimina, valuta gli elementi del movimento spazio-tempo-corpo;
    gioca in almeno due giochi di squadra, muovendosi in modo efficace ed applicando i primi schemi di gioco;
    pratica alcune discipline (sportive e non) conoscendo gli elementi di base;
    esercita la capacità critica nel proprio ambito di azione.
  • espressivo-comunicative
    esprime con il gesto e con gli altri linguaggi contenuti diversi;
    riconosce la gestualità specifica e codificata (gesti per arbitrare).
  • procedurali-metodologiche
    opera sul piano motorio in modo efficace;
    progetta: individua soluzioni a problemi/situazioni sul piano motorio;
    si orienta nel settore motorio: valutare, autovalutarsi, scegliere.
  • personali e sociali
    partecipa in modo consapevole ed efficace alla vita di gruppo;
    assume comportamenti igienico sanitari di prevenzione e di tutela della salute.

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Cap 3. Elementi per un piano di lezione

La durata delle lezioni è di circa 60 minuti. In questo tempo devono essere considerate anche le operazioni da compiere nei trasferimenti e nella disposizione ordinata in palestra. Possiamo dividere l’attività in tre fasi:

  • Prima fase: (avviamento e preparazione fisiologica), comprende esercizi di riscaldamento generale e specifico. La sua durata è di circa 15-20 minuti.
  • Seconda fase:(periodo di lavoro essenziale), comprende esercizi dai quali dipende in gran parte il risultato educativo della lezione. Il limite di tempo occupato è di circa 30 – 40 minuti.
  • Terza fase: (periodo finale),comprende esercizi destinati a ricondurre gli allievi al normale stato di equilibrio e di calma funzionale. Sono utili allo scopo giochi ginnici e presportivi di scarso impegno psicomotorio. Il tempo impiegato è di circa 5 – 10 minuti.

E’ indubbio che nella compilazione del piano di lezione deve essere tenuto conto di alcuni elementi quali:

  • la classe di studio
  • il numero degli alunni che formano la classe e quella degli attrezzi disponibili
  • la durata della lezione
  • la fase stagionale
  • il luogo in cui si svolge la lezione
  • l’ora in cui si svolge la lezione (nelle ore antimeridiane considerare anche l’attività che precede e segue la lezione)
  • lo scopo dominante della lezione

Per entrambi i cicli ed in relazione alle caratteristiche specifiche del bambino, verranno illustrate lezioni tipo ed esercizi mirati al raggiungimento di obiettivi delineati.

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Cap 4: Obiettivi a carattere generale e specifici

Gli obiettivi di base, sia a carattere generale che specifico, verranno analizzati in modo dettagliato e affiancati da spiegazioni pratiche quali: lezioni tipo ed esercizi mirati, sempre differenziati nei due cicli scolastici.

OBIETTIVI in relazione ad ogni ciclo
  •  schemi motori di base per il 1° e 2° ciclo.
  •  capacità senso-percettive per i bambini delle classi 1a, 2a e 3a.
  •  capacità coordinative per il 2° ciclo.

Tali obiettivi vanno costruiti secondo quest’ordine, impostando al meglio gli schemi motori di base.

  • capacità senso-percettive:
    le capacità senso-percettive, permettono di selezionare le informazioni provenienti dal mondo esterno mediante l’apparato sensoriale e vengono definite esterocettive. Propiocettive sono quelle capacità che permettono le percezione interne del proprio corpo. L'allenatore dovrà riferirsi a tutta una serie di giochi specifici, in cui la proposta sarà quella di somministrare varie sensazioni: scoperte, forma e colore, grande e piccolo, liscio e ruvido. Un metodo efficace sarà quello di costruire insieme ai bambini dei percorsi semplici.
  • capacità coordinative:
    le capacità coordinative trovano nella pallavolo, come in molte altre discipline sportive, una delle specialità più ricche di informazioni motorie, in cui schemi sempre più vari permettono un controllo completo del movimento.
  • capacità condizionali:
    le capacità condizionali quali forza, resistenza, velocità vengono incrementate attraverso un corretto uso dell’energia messa a disposizione dal corpo umano. Particolare cura da parte dell'allenatore, verrà posta nella ricerca di strutture statico-dinamiche fisiologicamente e biomeccanicamente corrette. Scopo principale di tale necessità non sarà tanto ristretto alla sapiente esecuzione tecnica di uno o più gesti, ma avrà la valenza preventiva dei paramorfismi del rachide, che ancora troppo spesso colpiscono gran parte dei giovanissimi.

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4.1  Primo Ciclo

CARATTERISTICHE DEL BAMBINO

Verrà dedicata a questa fascia di età una trattazione particolareggiata, in virtù delle caratteristiche possedute dai bambini in età prescolare; il loro mondo, infatti, è molto diverso da quanto appare agli occhi di un adulto e si può facilmente incorrere in errori tanto grossolani quanto pericolosi, quali forzare il bambino ad accettare ragionamenti o direttive che non si adattano alle loro capacità di comprensione .

Il bambino è caratterizzato da una visione del mondo circostante di tipo egocentrico(egocentrismo intellettuale): si manifesta nell’incapacità del bambino di concepire un punto di vista diverso dal proprio, tanto in termini spaziali quanto mentali. In altre parole non è in grado di immaginare che possa esistere una realtà diversa da come si presenta ai suoi occhi, e non considera la possibilità che altre persone possano possedere conoscenze, ricordi o emozioni diverse dalle sue. Tali capacità vengono acquisite verso i 6-7 anni di età, ma è solo a 9 o 10 anni che raggiungono una completa maturazione: in pratica, fino a quel momento la mente del bambino non è in grado di concepire contemporaneamente i propri pensieri o emozioni e quelle degli altri.

Verso i 6-7 anni il bambino comincia inoltre ad elaborare delle spiegazioni relativamente al mondo che lo circonda, e tali spiegazioni, oltre a risentire dell’egocentrismo intellettuale, possiedono un atteggiamento improntato a finalismo, animismo e artificialismo.

Finalismo: l’essere umano è al centro di un ordine prestabilito, ed il fine di ogni fenomeno è in stretta relazione con la felicità di uomini e bambini. Questo atteggiamento riguarda la spiegazione sia dei fenomeni casuali che di quelli causali.(Es. “Di notte c’è la luna per illuminare le strade”).

Animismo: tutte le cose sono dotate di vita ed intenzionalità; esiste una progressione logica in tale atteggiamento. Inizialmente tutto ciò che è dotato di una qualsiasi attività è vivo, in seguito solo ciò che è dotato di movimento, infine solo gli oggetti dotati di moto proprio. L’intenzionalità rimane invece costante.

Artificialismo: tutto l’universo è frutto di una costruzione.

Questi atteggiamenti derivano dalla confusione (o mancata distinzione) fra mondo interiore soggettivo e realtà fisica: da ciò deriva anche una confusione fra leggi naturali e leggi morali.

Manca in questa età una capacità di giudizio propria e per tale motivo accetta di buon grado tutto ciò che gli viene insegnato dagli adulti che ritiene importanti (genitori, maestri, istruttori, ecc…).

Poiché il bambino presenta una vivace fantasia ed una spiccata tendenza all’imitazione, l’istruttore dovrebbe eseguire le tecniche assieme agli allievi, utilizzando durante la spiegazione similitudini con oggetti o animali familiari al bambino. Inoltre non è ancora stata raggiunta una maturazione sufficiente da permettergli una esatta percezione spazio-temporale ed una valutazione cinetica precisa del movimento.

Le capacità attentive sono scarse: l’attenzione si sposta di continuo. Sotto il profilo psicomotorio, coordinazione, orientamento e senso dell’equilibrio sono abilità piuttosto imprecise; il bisogno di giocare e di muoversi è impellente.

LEZIONE TIPO

1)      Prima fase: avviamento e preparazione fisiologica

La durata è di circa 15-20 minuti.

La prima fase è dedicata all’esecuzione di esercizi di riscaldamento generale e specifico uniti ad altri che hanno per obiettivo lo sviluppo degli schemi motori di base: corsa con tutte le varianti, salti, balzi, circuiti, aumentando gradualmente il livello di difficoltà man mano che le abilità migliorano. I bambini appartenenti a questa fascia di età sono caratterizzati da magrezza e muscolatura leggera a causa dello stato di ossificazione non ancora completa: particolare cura dovrà essere prestata alla prevenzione dei vizi di portamento, peraltro non infrequenti. I circuiti, distinti invece in base all’età dei bambini cui vengono sottoposti, all’inizio saranno solo a carattere generale, poi a carattere misto con un grado di difficoltà medio e devono essere completati possibilmente in modo individuale: è importante non utilizzare circuiti solo a carattere specifico, e variare di tanto in tanto gli elementi che li compongono e la sequenza delle tappe, onde evitare che diventino monotoni e demotivanti. Nel metodo ludico, utilizzare tutti quei giochi tendenti a migliorare la coordinazione motoria generale, la velocità e in parte la destrezza fine. Vengono di seguito presentati alcuni giochi proponibili in alternativa alla corsa.

“Il mago”
Viene designato un “mago” ogni 5 giocatori. In un periodo di tempo prestabilito i “maghi” dovranno toccare il maggior numero di giocatori, che, una volta toccati, dovranno immobilizzarsi in una posizione precisa. Una variante del gioco consiste nel raccomandare ai bambini di assumere una posizione diversa da quella dei compagni precedentemente toccati, così che comincino a fare attenzione alle differenze esistenti fra le diverse posizioni.

“La corsa degli animali”
Disporre tutti gli allievi su una linea di base, al via tutti dovranno raggiungere il traguardo procedendo con un’andatura che imita quella di un determinato animale (tutti lo stesso).

“Caccia all’uomo”
Un bambino impersona il cacciatore e deve toccare i compagni per prenderli: chi viene preso deve rimanere fermo finché un altro compagno non lo libera passando sotto alle sue gambe.

a)  Esempi di esercizi per gli arti superiori:

  • slanci delle braccia pari e/o alternate indietro, in alto ed in basso
  • slanci delle braccia pari indietro, in coordinazione con slanci delle gambe indietro
  • circonduzioni delle braccia
  • quadrumania in appoggio sulle ginocchia (o sui piedi) e sulle mani, schiena parallela al pavimento, invertendo il senso di marcia
  • salto in alto partendo da posizione mezza accosciata in coordinazione con le braccia

b)  Esempi di esercizi per tronco e mobilità articolare (arti inferiori):

  • a coppie, schiena contro schiena, passaggi della palla con torsione del busto lateralmente e/o sopra la testa e/o sotto alle gambe
  • andatura su avampiedi, talloni, parte interna ed esterna del piede
  • flessioni del tronco
  • da posizione dell’ostacolista flettere il tronco sulla coscia (alternare le gambe)
OBIETTIVI A CARATTERE GENERALE

Migliorare le capacità motorie, la coordinazione generale, la mobilità articolare, il senso del ritmo, l’affinamento delle percezioni spazio-temporali e in ultimo, lo sviluppo della memoria e del livello di attenzione. In questa fascia d’età, va ricordato che il riordino strutturale delle sensazioni propiocettive, avviene in modo indiretto, perché il bambino riesce solo in parte, ad elaborare i diversi segnali che provengono dal proprio corpo e quindi ad affinare il gesto specifico. Egli infatti utilizza maggiormente le sensazioni esterocettive. Pertanto, è molto importante da parte dell’insegnante, usare una certa attenzione quando dimostra gli esercizi da svolgere, perché per la maggior parte, è proprio sulla visione che il bambino si basa per eseguire il movimento.

a)      Esempio di circuito a carattere generale

Non più di cinque stazioni.

Prima stazione:           Capovolta in avanti con l’aiuto dell’insegnante

Seconda stazione:       Slalom tra i birilli (almeno otto)

Terza stazione:            Passare strisciando sotto due bastoni posti a circa 50 cm di altezza alla distanza di un metro l’uno dall’altro.

Quarta stazione:         Saltare a piedi pari cinque ostacoli posti a 20 cm di altezza

Quinta stazione:         Prendere la palla e correre velocemente in fondo alla palestra

Elementi utilizzabili nella costruzione di circuiti a carattere generale:

tab2 scuole

tab3 scuole

Le situazioni proposte hanno lo scopo di fungere da esempio, non sono quindi da considerarsi esaustive di tutti i possibili elementi che possono comporre un percorso completo. Si tenga però presente che la finalità di ogni percorso dovrebbe essere il miglioramento, per mezzo dell’esperienza corporea, dei prerequisiti funzionali all’acquisizione di lettura, scrittura, calcolo.

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4.2   Secondo ciclo

CARATTERISTICHE DEL BAMBINO

In questa fase il bambino matura, grazie allo sviluppo, capacità varie e sempre maggiori, che gli conferiscono, sotto l’aspetto psicologico, una blanda sindrome di “onnipotenza”: riesce ad eseguire facilmente esercizi complessi che fino a poco tempo prima risultavano ostici, la coordinazione e l’equilibrio sono migliorati, e consentono quindi di essere ulteriormente coltivati mediante la pratica dei kata; e tutto ciò produce nel bambino una continua ricerca dei propri limiti ed una continua corsa al loro superamento; aumenta il bisogno di movimento e il desiderio di misurarsi con gli altri per valutare le proprie capacità (a tale scopo i circuiti presentati di seguito nell’apposita sezione possono essere proposti dividendo i bambini in squadre) . Risulta in questa fase possibile inserire le prime nozioni di combattimento a libero con un compagno, in forma codificata, ludica o comunque controllata . La programmazione del lavoro consiste quindi nell’inserire tecniche più complesse, evitando però di cadere nell’esasperazione, sfruttando al meglio le nuove capacità di assimilazione. Particolare rilevanza in questa fase assume anche la capacità di definire obiettivi chiari e raggiungibili, anche a lungo termine.

LEZIONE TIPO

1)      Prima fase: avviamento e preparazione fisiologica

I bambini appartenenti a tale fascia di età sono caratterizzati da un risveglio della crescita prevalentemente nel senso della larghezza e l’irrobustimento degli arti inferiori non trova riscontro nell’iportofia degli arti superiori. Possibili anomalie vengono riscontrate a carico di colona vertebrale e cingolo scapolo-omerale.La già notevole capacità articolare potrà essere ulteriormente migliorata con specifici esercizi, prestando attenzione a prevenire lesioni alle articolazioni dell’anca (coxo-femorale), del ginocchio e della caviglia.

a)      Giochi proponibili in alternativa alla corsa:

“La volpe”
Il giocatore “volpe” è nel suo rifugio. Al via, in un periodo di tempo prestabilito e saltellando a piedi uniti dovrà prendere il maggior numero di compagni, che possono spostarsi saltando su un solo piede.

“Raccogliere i palloni”
Dividere i bambini in 4 squadre e disporre al centro della stanza 10/20 palle (in caso di palle mediche, di peso non superiore ad 1 kg); disporre un materassino, che servirà da base ad ogni squadra, per ogni angolo della stanza. Al “via” i bambini dovranno raccogliere il maggior numero di palle e riportarle alla loro base. Si possono introdurre delle varianti relativamente all’andatura da tenere durante il recupero, ad esempio:

  • Quadrumania all’andata, corsa al ritorno
  • Saltellare all’andata, correre al ritorno

b)      Esempi di esercizi per gli arti superiori:

  • Circonduzioni delle braccia su piano frontale e laterale
  • Combinazione di circonduzioni e abduzioni
  • Slanci delle braccia in avanti
  • In appoggio sulle mani, andatura avanti ed indietro mentre un compagno soregge gli arti inferiori (esercizio chiamato anche “carriola”)

c)       Esempi di esercizi per tronco e mobilità articolare (arti inferiori):

  • Saltelli a piedi uniti verso l’alto
  • Piegamenti sulle gambe e sbalzi verso l’alto
  • Affondi con slancio delle braccia in alto
  • In appoggio sulle mani, braccia tese, richiamare le gambe portando le ginocchia al petto
  • Da stazione eretta, gambe leggermente divaricate, flessioni del busto con torsione
  • Seduti a terra, gambe divaricate, flessioni del tronco sulle cosce
  • Stesi a terra in posizione supina, raccogliere le ginocchia al petto e ritorno
OBIETTIVO A CARATTERE GENERALE

Gli obiettivi sono gli stessi della fascia precedente, che devono però essere realizzati con esercizi contenenti un livello di difficoltà maggiore. Si può iniziare con piccoli schemi di allenamento sulla resistenza aerobica, dove i tempi sono più lunghi della fascia precedente. Inoltre si può lavorare anche su esercizi di forza, senza sovraccarichi che possono essere eventualmente inseriti all’interno dei circuiti sia a carattere generale sia misto. Per quanto riguarda i circuiti, con i bambini di 9, 10 anni, si può lavorare anche solo in modo specifico. Un altro elemento che si deve iniziare ad introdurre in questa fascia d’età, è il lavoro sulla forza esplosiva, che può essere trattata insieme agli esercizi per migliorare la velocità. Peraltro, si può iniziare con un lavoro molto semplice tendente ad introdurre il concetto di respirazione, la quale in seguito sarà unita al gesto specifico.

a)      Esempio di circuito a carattere generale
Con sei stazioni

Prima stazione:           Capovolta all’indietro con l’aiuto dell’insegnante seguita da 10 addominali a gambe raccolte.

Seconda stazione:       Slalom tra i birilli correndo all’indietro (schiena in direzione della partenza)

Terza stazione:            Passaggio sotto l’ostacolo e salto su quello successivo di altezza superiore. (sei ostacoli).

Quarta stazione:          Passaggio in appoggio plantare su 6 ceppi di legno.

Quinta stazione:          Balzi laterali con mani in appoggio sull’asse di equilibrio

Sesta stazione:            Termine del percorso con sprint finale e ritorno al via con fermo a metà e di nuovo sprint veloce.

b)   Esempio di circuito a carattere misto
Con sei stazioni

Prima stazione:           Capovolta all’indietro con l’aiuto dell’insegnante. !0 addominali a gambe raccolte, alzarsi ed eseguire 10 palleggi sopra la testa.

Seconda stazione:       Slalom tra i birilli correndo all’indietro.

Terza stazione:            Posizionare tre birilli o tre ceppi alla distanza di un metro l’uno dall’altro. Al primo ceppo esecuzione di cinque palleggi a dx e cinque sx. Al secondo ceppo 5 bagher a dx e 5 a sx, al terzo ceppo, lancio della palla in alto e presa in salto.

Quarta stazione:          Camminare all’indietro sui ceppi in appoggio plantare.

Quinta stazione:          Camminare all’indietro sull’asse di equilibrio.

Sesta stazione:            Rientro al via correndo all’indietro. All’arrivo, eseguire 10 battute dal basso.

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